Le sedie volanti

Tra il XVII e il XVIII secolo la portantina o “sedia volante” fu il mezzo di trasporto prediletto dalla nobiltà per spostarsi tra i vicoli angusti del centro storico delle città.
In Sicilia la portantina fu usata soprattutto dai Viceré, dal pretore di Palermo, dal presidente della Regia Corte e, in generale, da tutti i Palermitani benestanti.
Sormontate da un cimiero, cioè l’emblema della carica o lo stemma di chi esercitava la carica, in Sicilia la portantina fu chiamata anche siggetta (sedia) e coloro che la trasportavano “siggiteri” o “vastasi di cinga”.
I siggiteri appartenevano a un ceto molto povero e dunque non avevano una buona educazione. Il termine “vastaso” deriva dal tardo latino “bastum” e, a sua volta, dal greco “bastazo”: peso, fardello. Da qui la parola siciliana “vastaso” per indicare, appunto, coloro che sono maleducati.
Di solito i trasportatori erano due, uno davanti e uno dietro, ma nelle uscite più importanti le sedie volanti potevano essere circondate da uno stuolo di servitori in divisa che reggevano le torce e accompagnavano la portantina padronale a piedi. Le ricche famiglie aristocratiche ne possedevano parecchie per tutte le occasioni. Quelle per le uscite ufficiali e le grandi occasioni erano ovviamente elegantissime, rivestite in oro zecchino e arricchite con intagli e fregi e, all’interno, rivestite con stoffe e velluti, broccati e cuscini. I finestrini erano oscurati da tendine e potevano anche abbassarsi.
Le cronache cittadine palermitane ci tramandano che, nel 1799, fu necessario addirittura emanare un “Ordine regio” per regolamentarne la circolazione tra la folla delle strade e dei vicoli sconquassati di Palermo.
Le botteghe specializzate nella costruzione di questo mezzo di trasporto si trovavano nel centro storico della città, tra i mercati di Ballarò e il Capo. E proprio in quest’ultimo si trova ancora traccia della presenza di queste attività nel nome di una strada: la via delle Sedie volanti.
In uso ne esistevano di due tipi, quelle di lusso per la nobiltà e per il clero e quelle da servizio cittadino da noleggiare al costo di pochi tarì (la moneta in corso a quell’epoca).
Fortunatamente, molti di questi splendidi esemplari di portantine sono giunte fino a noi. Anche a Palazzo Villafranca se ne conserva una di grande pregio artistico. Datata alla seconda metà del XVIII secolo, la nostra portantina è interamente intagliata e impreziosita con figurine allegoriche su fondo oro zecchino. Il tetto è in cuoio borchiato e gli interni sono in velluto rosso intessuto con fili dorati e argentati.
È suggestivo immaginare i facoltosi passeggeri di queste sedie volanti “sorvolare” la folla attraversando il Cassaro o i Quattro Canti, insinuandosi tra i vicoli e le strette viuzze dei suoi antichi quartieri spagnoli.

portantina1
I seggiteri
portantina 2
La sedia volante esposta a Palazzo Villafranca

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