Storia del Palazzo

bologni

Il palazzo sorge sui resti di due precedenti palazzetti di proprietà di Don Aloisio Beccadelli di Bologna. Alle origini bolognesi della facoltosa famiglia Beccadelli si deve, infatti, il nome dell’antistante Piazza Bologni, in origine denominata “Piano d’Aragona”.  Alla morte di Don Aloisio, i due edifici furono acquistati da Francesco Alliata che dal 1649 avviò i lavori di costruzione di un nuovo edificio di cui conserviamo, fortunatamente, un’incisione realizzata nel 1713-1714 da Francesco Ciché, in occasione della discesa a Palermo del nuovo Re di Sicilia Vittorio Amedeo di Savoia.

Nel 1751, il palazzo fu pesantemente danneggiato da un terremoto. Nel 1752, in concomitanza delle nozze di Fabrizio Alliata con Maria Felice Colonna, si decise di avviare grandi lavori di ampliamento del precedente edificio. Parteciparono a questi restauri gli architetti G. V. Vaccarini, F. Ferrigno e G. B. Cascione, stuccatori della scuola del Serpotta e il pittore G. Serenario per gli affreschi dei saloni, oltre a ceramisti napoletani e abili ebanisti. I lavori durarono dal 1752 al 1758 e comportarono un totale rifacimento della facciata, impreziosita da quattro statue in marmo raffiguranti Apollo, una figura femminile panneggiata di epoca romana, Vesta e Diana (gli originali, ora esposti all’interno del Salone dei Musici, furono spostati al Piano Nobile negli anni dell’ultima guerra mondiale e prontamente sostituite in facciata da copie di Vesta e Diana). Si conservano ancora i due grandi stemmi in stucco delle famiglie Alliata – de Giovanni – Paruta – Colonna e Morra di scuola serpottiana, riprodotti fedelmente anche nel pavimento maiolicato del Salone dello Stemma al piano nobile.

Ai primi decenni del 1800 si devono gli interventi in stile neoclassico, apportati per volontà di Giuseppe Alliata e della moglie Agata Valguarnera. In particolare, questi lavori interessarono le alcove, il Salone Rosa, il Salone Giallo e la facciata.

Ulteriori sistemazioni in chiave neogotica vennero infine effettuati tra la fine del XIX e la prima metà del XX secolo (il portale d’ingresso al Piano Nobile, lo scalone con la bella porta-vetrata e la Sala dei Musici).

Nel corso dell’ultima guerra mondiale il palazzo subì gravi danni e questo comportò interventi di restauro tra il 1950 e il 1960, con conseguenti trasformazioni che mutarono per sempre l’aspetto originale del piano nobile e degli ammezzati.

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