Sala dei Musici

DSC_6053
Il Salone dei Musici
DSC_6075
Particolare del soffitto ligneo della Sala dei Musici

Il più grande salone del piano nobile accoglieva gran parte della quadreria della collezione privata della famiglia Alliata. Il suo nome deriva dalla presenza del pianoforte a mezza coda Steinway & Sons del 1913 utilizzato in occasione dei concerti che i Principi erano soliti organizzare periodicamente e a cui partecipavano le più alte personalità aristocratiche, politiche ad artistiche del tempo. Arredato secondo gli stilemi del gusto chiaramontano, ripropone una calda atmosfera che già alla fine del XIX secolo doveva comprendere il ricco soffitto ligneo decorato con motivi geometrici, vegetali e animali ad imitare lo stile dell’arte araba e normanna, il pavimento è in coccio pesto, lambris dipinto a finto marmo impreziosito da una greca in stucco con motivi decorativi fitomorfi e fiaccole applique in legno e ferro battuto. Come d’uso cinquecentesco, la stanza accoglieva su più livelli, ad incorniciare porte e balconi, una consistente quadreria costituita da quadri (tra i quali una ricca collezione di ritratti di antenati della famiglia), disegni, incisioni, dipinti su carta, dipinti su rame e tela, due medaglioni con puttini in stucco di scuola serpottiana. Tra questi spiccavano, per citarne alcuni, le grandi tele con la Lapidazione di Santo Stefano e Il tributo della moneta opere di Mathias Stom del 1639 (oggi esposte nel Salone del Principe Fabrizio), Orfeo che incanta gli animali (oggi esposta nella Sala dello Stemma) e una Scena di naufragio o Pesca miracolosa (1613-1618) attribuiti a Pietro d’Asaro detto “Il Monocolo di Racalmuto”, San Giuseppe con Gesù giovinetto e L’Addolorata attribuiti alla scuola di Pietro Novelli detto “Il Monrealese”, Nascita del Principe Giuseppe Alliata Moncada e I Principi Fabrizio Alliata Colonna e Giuseppina Moncada Branciforte tra Abbondanza e Fama omaggiati dal Genio di Palermo opere di Desiderio De Angelis datati al 1791. Al centro della sala e ai lati erano mobili di pregevole artigianato, vasi in maiolica siciliana, argenti, bronzi e reperti archeologici. Si ricordano inoltre la portantina rococò riccamente intagliata e dipinta e la veilleuse o lume da notte, mobile impero databile tra la fine del XVIII e gli inizi del XIX secolo che, con un tavolo ottagonale sormontato da un tempietto coperto a cupola riproduceva, dipinti su vetro, scene di vita familiare dei Principi Giuseppe Alliata e Agata Valguarnera.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...