La villa di Bagheria

‘[…]siamo saliti a piedi su per il viale che porta alla villa, lasciando la macchina fuori dal cancello. Il viale è in salita, prima procede dritto e poi improvvisamente fa una curva, passa sotto una terrazza sostenuta da alte arcate e riprende tra due file di tamerici, in mezzo a cui si alza qualche alberello del cosiddetto scopazzo. […] Ed ecco che, dopo avere camminato per un altro centinaio di metri, alzando gli occhi ci si trova davanti la villa Valguarnera in tutta la sua bellezza. Un corpo centrale a due piani, con un seguito di finestre, vere e finte, che scorrono seguendo un ritmo giocoso e severo. Dal corpo centrale partono due ali piegate in modo da formare un semicerchio perfetto. Una volta le ali erano fatte di archi che si susseguivano con un ritmo spericolato, lievissimo. Questo ai tempi di Marianna Valguarnera che trasformò la ”casina” di caccia del padre in una villa. E parlo dei primi del ‘700. Poi gli archi sono stati murati per farne delle stalle, dei pollai ed in seguito degli appartamenti e dei garage. Al centro del corpo centrale un viluppo di scale, che si protendono ad arco, salgono verso il primo piano con una voluta elegante, dando leggerezza e plasticità all’intera facciata. Le due ali laterali stringono in un abbraccio gentile un cortile che, nella sua perfetta simmetria, suggerisce l’idea di una sala da concerto. Le sproporzioni sono di una armonia studiata e felice, rivelano quel gusto del teatro e della geometria che era tipico del secolo dei lumi. […] Molte delle finestre che danno sulle due ali sono finte dipinte sulla parete, con le loro ante, i loro vetri semiaperti, le loro figure in contemplazione, secondo l’uso barocco del trompe-l’oeil, il quale non è altro che piacere della rappresentazione. […] Lungo i bordi del tetto di villa Valguarnera si alzano delle statue che sfidano con i loro gesti graziosi e teatrali il ciel sempre lucido e setoso di Bagheria. Dei putti armati di frecce, delle Veneri più grandi di una persona, dei Nettuni, dei Centauri che visti dal cortile, assumono l’aria di immobili e incombenti divinità protettive”.

Tratto da “Bagheria” di Dacia Maraini (1993).

La Villa fu acquisita dalla famiglia Alliata a seguito del matrimonio del Principe Giuseppe Alliata con la Principessa Agata Valguarnera agli inizi del XIX secolo.

 

36064253_1645993742165494_7054997886970363904_n
Antica incisione della villa Valguarnera di Bagheria. Collezione privata Palazzo Villafranca

 

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: