La principessa Marianna d’Ucrìa

Tratto da “Bagheria” di Dacia Maraini

《Rientriamo nel salone. I miei occhi cadono sul grande quadro dell’antenata che ricordo vagamente nei miei vagabondaggi infantili per la villa. È lei, Marianna, a grandezza naturale, chiusa in un vestito rigido, da cerimonia, con la croce di Malta dei grandi Nobili sul petto. I capelli gonfi, grigi, su cui spicca una rosa stinta, qualcosa di risoluto e disperato nei suoi grandi occhi chiari. Le spalle scoperte, le braccia fasciate dalle maniche trasparenti. Anche la zia Felicita nel suo libro parla di questo quadro, ammirata: “Elengantissima in guardifante, ha la lunga vita appuntita a cono sull’abito di broccato argenteo a fini disegni in colori tenuissimi; dalla scollatura alla punta spicca una grande croce argentea ricamata sul triangolo di velluto nero che forma il davanti della vita. La caratteristica croce di Malta che solo i nobili di sangue purissimo, con quattro quarti di nobiltà, possono portare. Grossi brillanti alle orecchie e altri sparsi sulla appena incipriata gonfia e liscia acconciatura dei capelli che lascia scoperta la vasta fronte con una rosa da una parte, in alto. Un grosso solitario all’anulare e nessun altro gioiello. Tiene in mano un foglio, che lo scrivere era il suo unico modo di esprimersi. Era nominata: la muta.》.

Il ritratto di Marianna Valguarnera d’Ucrìa, descritto da Donna Felicita e poi da Dacia Maraini, non si trova più a Villa Valguarnera. Del quadro non si hanno più notizie dalla fine degli anni ’80, anni in cui si contarono molteplici saccheggi alla Villa.
All’enigmatica figura di Marianna, nobildonna siciliana del ‘700 dalla grande personalità e cultura, vittima di una violenza a 6 anni, muta per lo shock subito e poi costretta a sposare lo zio “orco”, Dacia Maraini dedica il suo romanzo di maggior successo “La lunga storia di Marianna d’Ucria”.
Oggi, di Marianna Valguarnera, si conserva solo un ritratto a Palazzo Gangi Valguarnera, il set cinematografico del celebre film “Il Gattopardo”. Quest’ultimo però è molto differente da quello descritto da Felicita Alliata a Bagheria.
…e poi, inaspettatamente, durante un lavoro di inventariazione delle opere custodite a Palazzo Alliata di Villafranca, su un bel ritratto di dama del ‘700 leggiamo: “Principessa Marianna Valguarnera 1730-1794”. Ovvio che il nostro pensiero è andato immediatamente alla descrizione del quadro di Bagheria fatto dalla Maraini e dalla zia Felicita.. ed ecco… è identico! mancano soltanto le mani (verosimilmente ritagliate in un secondo momento per adattare la tela ad una cornice dorata più recente).
Sarà l’unica copia fedele rimasta della Marianna Valguarnera di Bagheria?!

 

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